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Chi sono gli haters e come gestirli?

chi sono gli haters

In questo post scoprirai chi sono gli haters e capirai come gestire gli haters quando inizieranno ad attaccarti nel mondo del web.

Conoscerai gli aspetti psicologici di un hater classico e capirai cosa pensano gli esperti di questo fenomeno.

Ti rivelerò le mie personali strategie che utilizzo per difendermi dagli haters e trasformare un possibile hater in follower.

Inoltre troverai all’interno di questo articolo un preziosissimo video che ti tornerà molto utile!

Direi quindi di iniziare subito per capire nel dettaglio cosa sono gli haters!

Chi sono gli haters? Psicologia dell’hater tipo


Gli haters sono letteralmente coloro che odiano.

Coloro che sfruttando l’invisibilità e l’anonimato del web, si sfogano e scagliano contro altre persone aggredendole verbalmente con insulti e critiche di ogni genere.

Coloro che generalmente diffamano e disprezzano in maniera esagerata qualsiasi cosa su cui non sono d’accordo.

Cosa sono gli haters

Chi sono gli haters?

Ecco 8 tratti psicologici che accomunano i vari haters:

  • Pensa che può permettersi di insultare perché solo i suoi concetti sono giusti
  • La violenza verbale e gli insulti sono all’ordine del giorno
  • È costantemente alla ricerca di nuove “vittime”
  • Generalmente è geloso ed invidioso
  • Non accetta pensieri, concetti ed idee diverse dalle sue
  • Tende a seguire ogni giorno le attività delle persone che critica
  • Usa la scusa della libertà di espressione per esprimere ciò che vuole
  • Utilizza nomi fittizi ed account fake per attaccare le persone che odia

Ma da dove nasce questo fenomeno?

Quello degli haters (letteralmente “odiatori”) è un fenomeno sociale che è dilagato dopo l’avvento dei Social Network.

Un fenomeno che cresce sempre di più.  Un fenomeno per il quale in molti chiedono prese di posizione e delle leggi specifiche per mettere fine a determinati comportamenti.

Talmente numeroso è il fenomeno da aver costretto diverse testate giornalistiche a dedicargli le loro copertine, con tanto di messaggio più che esplicito: «Perché stiamo sacrificando e consegnando Internet alla cultura dell’odio».

Il fenomeno ormai si sta diffondendo a macchia d’olio ed è per questo che ho deciso di creare un’esaustiva guida per poter gestire gli haters nel migliore dei modi.

Come gestire gli haters?


Prima di capire cosa pensano esperti e psicologici e approfondire l’argomento dal lato filosofico, cerchiamo di rimanere nell’ambito del Digital Marketing e vediamo chi sono gli haters digitali e quali sono le categorie più colpite e come poter gestire al meglio questo fenomeno.

Networkers, Marketers, Affiliate Marketers, Imprenditori Digitali e la maggior parte delle persone che lavorano nel mondo del digital marketing con discreti risultati, hanno avuto a che fare con uno o più haters.

Solitamente più si diventa importanti, più si hanno risultati e maggiori saranno gli haters pronti a scatenare fuoco e fiamme.

Il successo, il seguito, la notorietà che i grandi imprenditori digitali possono acquisire on-line, genera nell’hater rabbia e cattiveria incontrollata dovuta al senso di inadeguatezza e dal livello di mediocrità che esso stesso sa di avere.

Ed è per questo che dobbiamo essere pronti a gestire ogni singolo haters e addirittura riuscire a trasformarlo in un possibile fan!

Come? Ecco una diretta live che ti potrà tornare molto utile.

Se vuoi ricevere altri consigli relativi al mondo del digital marketing iscriviti adesso al mio canale Youtube (corri a vedere i video).

Chi sono gli haters? La verità sugli Haters


Ragionando un po’ fuori dagli schemi dobbiamo comprendere che non sempre le offese mosse dagli haters sono prive di fondamento.

Infatti se queste vertono sempre sullo stesso argomento e vengono da più fronti, allora forse è il caso di porsi qualche domanda.

Vedo sempre più spesso tantissime persone con zero risultati parlare di guadagni spropositati ed in maniera spocchiosa e poco umile.

In quel caso è normalissimo attirare critiche su critiche.

haters

Nonostante io non concepisco come una persona possa perdere del tempo a criticarne un’altra (invece di concentrarsi nel realizzare i propri obiettivi) devo ammettere che in molti casi determinate critiche corrispondono alla pura realtà.

Questo fenomeno sta dilagando perché nel panorama digitale italiano sono prepotentemente entrati fantomatici guru che insegnano modelli di comunicazione controproducenti.

Quindi è nata la moda di essere felici quando si ha un nuovo haters perché  potenzialmente più aumenta il numero di haters, più significa che stai diventando popolare.

E questo è anche vero… per chi ha risultati ed è popolare davvero.

Ma oggi la realtà è un’altra ed è ben diversa.

Con l’avvento delle Facebook Ads e di tutti gli altri strumenti che con pochi euro ti permettono di arrivare a migliaia di persone, è normale attirare a se orde di personaggi pronti a criticare e distruggere mediaticamente qualsiasi millantatore che in realtà non ottiene nemmeno un piccolo risultato.

E questo è il caso in cui avere tanti haters non serve davvero a nulla.

Tipologie di haters nel mondo digitale


Nel mondo del marketing digitale possiamo trovare diverse tipologie e categorie di haters che ci fanno capire ancora meglio chi sono gli haters..

haters digitali

Chi sono gli haters nel mondo digitale?

Ne ho voluto elencare 5 con cui sicuramente avrai avuto a che fare:

  1. Ci sono coloro che odiano per partito preso
  2. Coloro che nel successo di un digital marketer vedono ampliarsi l’orizzonte della propria mediocrità
  3. Haters che criticano la figura professionale in quanto tale e non per il prodotto offerto (anche perché quel prodotto non lo hanno mai provato)
  4. Haters che non hanno acquistato un prodotto/servizio/business ma criticano per sentito dire
  5. Contatti fake (falsi) creati ad hoc per danneggiare competitors

Ma non finisce qui.

Perché a queste categorie si aggiungono anche top leader, marketers, imprenditori, guru, etc. che si comportano nello stesso identico modo ma solo contro i propri potenziali competitors.

E allora vediamo il guru di turno che vuole gareggiare per far vedere che lui è il migliore, colui che invece vede materializzarsi la possibilità che un competitor possa prendergli una fetta di mercato ed inizia a criticare e parlare male oppure altri che agiscono di nascosto per danneggiare la concorrenza.

Insomma ormai quasi nessuna figura è esente da questa malattia digitale.

7 Regole fondamentali per gestire gli haters


Ma vediamo alcune regole fondamentali e facciamo un recap per ricordarci come gestire gli haters nel miglior modo possibile:

  1. Se le critiche sono tante e sempre le stesse, facciamo autocritica
  2. Nei Social Network non cancellare mai un commento di un haters (l’algoritmo ti penalizzerà)
  3. Rispondi sempre a qualsiasi critica con educazione
  4. Cerca di portare un potenziale haters a diventare un tuo sicuro follower con le giuste risposte
  5. Anche se molte volte ci sarebbe la voglia di rispondere immediatamente per le rime alle critiche mosse, è necessario prendersi una pausa, riflettere, e a
    mente fredda impostare un discorso in maniera diversa.
  6. I commenti degli haters rendono ancor più visibili i nostri post. Per questo dobbiamo cercare di portarli a commentare il più possibile i nostri post, video, immagini ed articoli.
  7. Ricordiamoci che abbiamo un’intera audience (pubblico) che ci guarda. La risposta con educazione all’hater di turno va data anche per questo.

Capiti questi concetti, è arrivato il momento di passare la parola agli esperti.

Chi sono gli haters? La parola agli Esperti


Molti psicologici hanno attribuito il continuo dilagarsi degli haters al fenomeno chiamato “Effetto di disinibizione del web” dove la diversa comunicazione, il fatto di essere anonimi ed invisibili spinge la persona a non comportarsi come avrebbe fatto nella vita di tutti i giorni.

L’effetto di disinibizione su internet consiste in un atteggiamento di minore inibizione nei confronti di convenzioni sociali rispetto a quanto normalmente facciamo nelle relazioni di tutti i giorni.

Un pò come quando si alza il gomito bevendo e si diventa brilli.

Questo può condurre a comportamenti scorretti come il divulgare informazioni personali che possono danneggiare le persone nella propria vita privata, lavorativa ed economica.

La sensazione è che quando si è online ci si sente più liberi di dire e fare cose che normalmente non si farebbero.

Ma quali sono i fattori psicologici che influenzano il fenomeno di disinibizione del web?

Diversi scienziati hanno preso una posizione in merito racchiudendo le loro spiegazioni in alcuni principi fondamentali.

1. Anonimato

Sappiamo bene che il mondo di internet dà la possibilità di poter interagire ed esprimere le proprie opinioni in totale anonimato. Questo comporta la perdita di tutte le inibizioni e comportamenti non in linea con la normalità della propria persona.

2. Invisibilità

Quando comunichiamo faccia a faccia con una persona, monitoriamo i continui feedback facciali che la persona dall’altro lato ci trasmette. Ma quando si è online manca completamente questo feedback ed il fatto di non essere guardati diminuisce l’inibizione.

invisibilità

3. Una realtà che creiamo nella nostra testa

Elementi di invisibilità, fantasia, anonimato e l’errata percezione che non sia reale ciò che facciamo nel mondo di internet, ci fanno dimenticare le regole che rispettiamo nella vita di tutti i giorni. Ed è per questo che nel mondo del web si fatica a capire se ciò che si fa è giusto o errato.

4. Non perseguibilità delle nostre azioni

Quasi tutti temono di poter essere perseguiti legalmente nella vita di tutti i giorni. Nell’online di questi pensieri non ci sono in quanto si pensa che tutto è possibile e consentito. Non conoscendo bene le regole e le autorità/istituzioni che girano attorno al mondo di internet ci si sente più liberi di fare azioni che nel mondo reale non si sarebbero mai fatte.

anonimato

La cosa preoccupante è che il fenomeno non resta relegato al solo pubblico giovanile bensì anche agli adulti.

“Vox” in seguito ad un enorme lavoro di ricerca condotto da un importante azienda, ha mostrato le prime mappe italiane dell’intolleranza.

Stilando una sorta di classifica fra quelle che sono le categorie più colpite da questo fenomeno ne emerge che:

  • Le Donne sono colpite al 63%
  • Gli Omosessuali 10,8%
  • I Migranti 10%
  • I Diversamente abili 6,4%
  • Gli Ebrei 2,2%

L’impatto dei Social sul fenomeno degli haters

 

haters social mediaTra i casi più scioccanti di hate speech (incitamento all’odio) in Italia, c’è stato quello della ventisettenne Caterina Simonsen, autrice del libro “Respiro dopo respiro” in cui ha raccontato la storia della sua vita attaccata a un respiratore a causa di una gravissima e rarissima malattia genetica per cui non esiste cura.

Dopo che lo scorso hanno ha pubblicato un post su Facebook dicendo di essere salva «solo grazie alla sperimentazione sulle cavie», gli animalisti si sono scatenati al punto tale di augurarle addirittura la morte.

 

Abbiamo ormai capito che l’odio dell’hater è generato molto spesso da sentimenti di rabbia, gelosia ed invidia.

Per esempio quando qualcuno ha successo e grandi risultati, l’invidia entra in gioco mettendo a nudo l’hater, in quanto esce fuori tutta la frustrazione nel comprendere la propria mediocrità rispetto a quella persona.

Ed i Social Media con la totale assenza di privacy, hanno contribuito a far crescere questo fenomeno sempre di più.

Infatti possiamo senz’altro dire che l’avvento dei Social Network ha amplificato un sentimento già presente nell’indole di molte persone.

Questo perché prima della nascita dei Social Network era davvero difficile esprimersi nei confronti di certe personalità.

Grazie ai Social chiunque può esprimere la sua opinione o il suo giudizio confondendo quella che è la libertà d’espressione con l’anarchia.

Ed è per questo che assistiamo a fenomeni sgradevoli come quello del fenomeno di turno che entra nel tuo blog, in tuo post o in un tuo video a criticare, senza tante volte nemmeno conoscerti.

Come comportarsi con gli haters – Conclusioni


Voglio concludere con un paragone un pò forte ma che rappresenta a pieno il fenomeno degli haters.

Ai tempi di Giulio Cesare, l’impero romano d’occidente era immensamente vasto e l’imperatore doveva spesso scendere in guerra con altri popoli per consolidare la propria supremazia.

Quindi con il motto “molti nemici molto onore” si soleva intendere che se molti nemici erano stati sconfitti, molte battaglie erano state vinte e quindi molti popoli temevano l’impero romano.

Giulio cesare non si chiedeva “chi sono gli haters?” o “cosa sono gli haters?” perché sapeva che il suo successo lo avrebbe portato ad avere tanti nemici.

come diventare popolareQuesta analogia con gli haters vuole mettere in risalto il fatto che spesso avere molti haters significa anche molti follower, quindi un seguito importante.

È ovviamente necessario tenere sotto controllo il più possibile questo fenomeno e gestirlo in maniera efficace ed intelligente perché non prenda il sopravvento.

In conclusione è possibile sostenere che gli haters hanno un ruolo significativo all’interno della società digitale, sia per il numero imponente che giorno dopo giorno raggiungono, sia perché vanno ad identificare in maniera quasi matematica, l’imprenditore di successo.

Il personaggio capace di smuovere migliaia di persone che, se capace di gestire il fenomeno in modo intelligente e con la giusta strategia, può sicuramente trarre un vantaggio in termini di seguito e successivamente di conversioni.

Se è quindi vero il motto “tanti haters tanto successo” allora… Ben Vengano!

Un abbraccio,

Mirko

Mirko Delfino

Mirko Delfino

Imprenditore digitale, viaggiatore professionista, lifestyle designer. Aiuto persone ed aziende a sviluppare business ed idee attraverso il mondo dell'online marketing.

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